Tornare a fare sport dopo il Coronavirus?

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Tornare a fare sport dopo il Coronavirus?

Si può tornare a svolgere attività fisica in sicurezza dopo essersi ammalati di Coronavirus?. Per molte persone il cammino verso il ritorno ad una vita normale è un percorso lungo e questo vale ovviamente anche per gli atleti. Anche a livello psicologico, riprendere l’attività fisica dopo un lungo periodo di inattività può essere difficile. Può succedere che si scopra di non riuscire ad allenarsi come prima di aver contratto il Covid-19. La parola d’ordine in questo caso è una sola: gradualità.

Non è mai come prima

Quali sono i passi giusti da seguire senza rischiare di esagerare? Per molti pazienti il ritorno a una vita normale è un percorso lento, atleti compresi. Inoltre, dopo un lungo periodo di inattività, può essere difficile, anche psicologicamente, rimettersi in moto. Chi ci prova a volte scopre di non essere in grado di svolgere un allenamento ai livelli precedenti alla malattia. Non si tratta solo di un consiglio spinto dall’idea che sia normale, dopo un periodo di stop, rimettersi in moto con allenamenti progressivi. Sono proprio alcune caratteristiche di Covid-19, malattia subdola, a suggerire cautela. Molte persone dopo la guarigione dal Covid-19 accusano affaticamento, dolori muscolari, disturbi della concentrazione, difficoltà respiratorie che possono persistere anche diverse settimane o mesi. È il cosiddetto “long Covid”. Il tutto rende ovviamente difficoltoso il ritorno ad una vita normale.

Senza esagerare

Fatti gli accertamenti, se ritenuti idonei, si può iniziare ad allenarsi, ma senza esagerare. Chi è abituato a correre e, magari, prima del Covid partecipava a gare, gran fondo, maratone, corse campestri, può partire con una corsa leggera, incrementando lentamente, alternando il ritmo di corsa, con frazioni brevi, medie e lunghe, con recuperi, per migliorare con gradualità.
Lo stesso per chi va in bici: iniziare con una pedalata a ritmo medio-basso, in pianura, e poi aumentare per gradi, affrontando salite e impegno progressivo poco alla volta. Vale anche per chi pratica sport più tecnici come pallavolo, basket, tennis.
È utile monitorare la frequenza cardiaca durante lo sforzo, o basarsi sulla fatica percepita (vedi tabella), cercando di gestire l’intensità tra leggero e moderatamente intenso.
Secondo gli studi, il ricondizionamento fisico richiede almeno un mese di “prova” prima di poter tornare all’attività fisica in modo regolare e con i volumi simili a quelli prima della malattia.

Alimentazione

Un ottimo rinforzo all’attività sportiva e al sistema immunitario arriva sicuramente dall’alimentazione, che dev’essere ricca di vitamine, in particolare C e D, contenute per esempio in agrumi, kiwi, fragole, lattuga e spinaci, ma anche in ortaggi come broccoli, cavolfiori, pomodori.
Senza dimenticare minerali come lo zinco, molto utile nei processi di infiammazione e presente in cereali, legumi ma anche carni e prodotti ittici.
Un’alimentazione sana e corretta dovrebbe fornire tutti i micronutrienti necessari per far funzionare al meglio le difese immunitarie, ma dietologi e medici consigliano un supplemento di vitamina D, visto che gran parte della popolazione ne è spesso carente.
Si tratta di un importante nutriente fondamentale per la salute delle ossa e per il corretto trofismo muscolare. Anche gli aminoacidi ramificati vengono proposti per contrastare l’affaticamento, migliorare la concentrazione, le performance sportive e ridurre la perdita di massa muscolare causata dalla forzata inattività nel corso della pandemia.

Yulia Shesternikova

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